11 aprile 2011
Kamikaze su Roma
Complice il caldo degli ultimi giorni, mi è tornato in mente questo pezzo. A dire il vero però questo pezzo mi torna in mente anche quando sento un pò di rap che non vorrei sentire, che nessuno dovrebbe sentire. Alla fine, mi dico, è giusto così. Se passi su una strada e noti una pietra bianca a lato con scritto il chilometro in cui ti trovi, ti fermi un attimo a riflettere, ti orienti. Poi riparti e non fai caso a sassi, sassolini, brecciolino e particelle varie che chissà cosa vogliono dirti. E io ritorno qui, in un luogo sicuro, dove le mie orecchie trovano quello che cercano, dove i muscoli facciali tesi si rilassano in un sorriso, dove vedo lo spirito che tiene vivo il fuoco. Una volta che sai dove sei, il lavoro di chi fa il rap è finito. E' inutile negare che siamo le nuove pagine dei libri di storia, le nuove commedie all'italiana, i nuovi notiziari. Vedo Hyst sulla sua bici per le strade vuote di Roma e ripenso ai film con Vittorio De Sica. Ascolto il suo pezzo e penso che per trovare l'ispirazione non bisogna per forza andare in un tempio, ma basta ascoltare uno che sa andare a tempo. Alto Ent è il nome della roba che produce, dategli un ascolto: le vostre orecchie vi ringrazieranno.
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